”SONO ORGOGLIOSO CHE TRUMP VESTA LA MIA CAMICIA MADE IN ITALY”: ALLA FACCIA DI BOCELLI E DEI 3 COGLIONI DEL ”VOLO”

«L’ordine è arrivato, e sembra proprio che la indosserà alla cerimonia di insediamento del 20 gennaio.

Gliel’abbiamo fatta bianca, con un collo classico, in un popeline particolare, di altissima qualità: per gli addetti ai lavori si tratta di un tessuto 300 a due».

Angelo Inglese, camiciaio italiano famoso nel mondo, lo dice come se fosse una consegna normale e invece il destinatario ha un nome assai impegnativo: Donald. Donald Trump. «Lui ama molto L’Italia: mangiava spesso al Le Cirque di Sirio Maccioni, ora ha nominato Vincent Viola come ministro dell’esercito. In più gran parte dei suoi amici sono italo-americani, come George Lombardi che ha fatto da intermediario per la camicia». Tutto insomma parte da George, che vive nella Trump Tower ed è un affezionato delle novità di Mad for Italy, piattaforma nata con l’intento di promuovere le eccellenze della penisola sul territorio statunitense.

E pure il neo presidente americano – racconta Inglese – è un fervente ammiratore delle nostre qualità: «Non a caso sta mettendo nei ruoli più importanti persone con origini e radici italiane: l’ultimo è appunto Vincent Viola, lucano di Latronico. E assieme a suo figlio John, fra l’altro socio della piattaforma, stiamo sviluppando un nuovo progetto legato ai merletti, una tradizione tipica di quei posti». Tornando a Trump, la scheda è arrivata da lui in persona: «Le misure sono regolari, anche se preferisce indossare all’americana, ovvero delle camicie più larghe rispetto a come siamo abituati noi. Però succede così con tutti i miei clienti statunitensi: pian piano riesco ad avvicinarli alla vestibilità italiana, più elegante.

E forse realizzeremo una collezione intera assieme a lui: anche se ora sarà molto occupato, c’è già il progetto». Perché per Angelo Inglese non c’è politica né polemica che tenga: «Lavorare per Trump è un onore: il mio mantra è portare il made in Italy nel mondo. E poi scusate: l’uomo che sta per diventare il capo della più grande potenza mondiale ha scelto un piccolo camiciaio di Ginosa di Puglia. Non dovrei esserne orgoglioso?»

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