BOLOGNA: LA STRAGE DELLA STAZIONE? MA QUALI ”FASCISTI”! ECCO CHI FURONO I VERI COLPEVOLI, OVVIAMENTE IMPUNITI

DI MAGDI ALLAM

Ho apprezzato moltissimo l’articolo di Giancarlo Matta. Finalmente qualcuno parla della matrice islamica delle stragi in Italia. Su alcune di queste stragi facciamo ipotesi, su Bologna possiamo dire che abbiamo una certezza. Dove la  certezza è riconosciuta sono i due attentati di Fiumicino,1973 e 1985, 45 morti in totale, mai ricordati da nessuno, forse non erano persone ma ologrammi. Il dirottamento dell’Achille Lauro e l’assassinio di Leon Klinghoffer, buttato in mare legato alla sua sedia a rotelle e i cittadini italiani su cui, davanti alla Sinagoga di Roma, un commando palestinese aprì il fuoco: Stefano Tachè di due anni è ucciso, innumerevoli i feriti.

I palestinesi non hanno alcuna difficoltà a sparare sui cittadini italiani: per loro siamo carne da macello. Cominciamo da Bologna. Bologna: trent’anni fa i nazifascisti palestinesi causano la strage della stazione. Bologna è stata una strage nazifascista, ma è il nazifascismo palestinese, non quello nostrano il responsabile. Le  due persone che hanno detto la verità, Cossiga e Giuseppe Valerio Fioravanti non sono state ascoltate. Non sono nemmeno state menzionate. Nemmeno per dire: ma guardate cosa stanno farneticando questi due impuniti, non sono comici? Il silenzio è assoluto.

Perché i governi tacciono? Nell’ultimo governo Prodi erano presenti anche Rifondazione Comunista e il Partito Comunista Italiano e anche loro hanno  mantenuto il silenzio, Quindi, contrariamente a quanto sostenuto sul Manifesto, non sono stati i fascisti, né i Massoni e non è coinvolto nessun servizio segreto di un paese occidentale altrimenti i comunisti avrebbero parlato. Inoltre se fosse dimostrabile che è stato un paese occidentale, all’Italia spetterebbe un risarcimento in denaro enorme, in quanto coinvolta in un atto di guerra non prima dichiarata. L’Italia accetta la testimonianza di Izzo, caccia sulle spalle di Fioravanti che ha già 4 ergastoli, un quinto ergastolo e lo ringrazia di non aver fatto troppo chiasso mettendolo fuori dopo venti anni e qualcosa.

Lo schema di tutti i governi è: facciamo finta che sia stato Fioravanti e non ne parliamo più, perché se la verità viene fuori è una catastrofe per tutti e nessun governo se ne può assumere la responsabilità.

La pista palestinese, l’esplosivo era dei palestinesi che lo stavano spostando

insieme a Carlos, era a Bologna un suo uomo Krams. L’esplosivo è esploso per

errore (Cossiga), oppure per punire l’Italia non abbastanza servile con i palestinesi (Commissione Mitrokhin). Carlos è un terrorista nero, rosso, verde, fascista, comunista e islamico, la cui moglie avvocato, ha difeso Klaus Barbie, gerarca nazista detto il “boia di Lione” e la “banda dei barbari” (gruppo di

islamici che per 23 giorni hanno torturato a morte un ragazzo ebreo a Parigi).

La pista palestinese  ha senso perché:

1) Nessuno ha rivendicato la strage. È possibile si sia trattato di un errore. Non è l’unica strage non rivendicata, potrebbe far parte di una generica strategia della tensione. Indizio debole.

2) Non erano in molti, e Fioravanti non era tra questi, a disporre di quel quantitativo di esplosivo. L’esplosivo non si vende al supermercato. Occorre un grosso gruppo con molto denaro e grosse reti per avere grandi quantità di esplosivo. I palestinesi erano praticamente gli unici in quel periodo a corrispondere a questi requisiti.

3) Commissione Mitrokhin: a suo avviso l’attentato fu palestinese, non accidentale ma punitivo. I primi a parlare di pista palestinese. Indizio medio.

4) Ne parla Cossiga, che è uno dei pochi che conosce la verità in quanto ex-presidente della Repubblica. Prova inoppugnabile.

5) Cossiga ne parla e non viene denunciato da nessuno, ma le sue parole vengono

fatte cadere nel vuoto. Nessun governo può permettersi la verità. Quindi la verità è qualcosa che deve rispondere a questo criterio. Se detta, causa una catastrofe a tutto il paese. Nessun governo se lo può permettere.

6) lo stesso Carlos, attualmente in carcere in Francia, ha riconosciuto che l’esplosivo era il suo. E solo la pista palestinese risponde a questo schema.

Nessun governo può parlare perché chi parla si becca l’attentato. Moro fecce il suo patto sciagurato per evitare attentati ai cittadini italiani, soprattutto se non ebrei. Chi minaccia attentati ricatta tutti. Chi dice la verità è considerato un provocatore dal terrorismo islamico, e palestinese, che si scatena con rappresaglie contro innocenti. Il bellissimo discorso del Papa a Ratisbona è stato pagato da una suora italiana uccisa in Somalia e qualche decina di cristiani uccisi in Nigeria e i nati servi, la lista ve l’ho già data, hanno scritto che la “colpa era del Papa”. I nati servi hanno un addestramento meraviglioso a considerare la libertà di parola una provocazione. Hanno scritto sui loro giornali che il fatto che il Papa si sia permesso di battezzare Magdi Allam di persona è una provocazione insopportabile ed è lui il responsabile del terrorismo islamico. I nati servi odiano chi è libero.

Il governo che dice la verità non sarà applaudito dai fascisti di sinistra che fischiano i ministri a Bologna perché loro preferiscono la menzogna della pista fascista, e si troverà di fronte i parenti delle vittime della nuova strage. Nessuno vuole la responsabilità di una nuova strage. Noi siamo persone responsabili. Il ricatto del terrorismo, “se parli ammazzo degli innocenti”, paralizza chiunque.

In questo caso, però, c’è un secondo problema. Riconoscere che Moro aveva dato

il permesso di spostare armi ed esplosivo ai palestinesi, dimostra che eravamo alleati di chi faceva la guerra ad Israele. Cioè noi abbiamo commesso atti di guerra contro Israele, senza una dichiarazione di guerra.

Una roba di questo genere, se ufficiale, ci mette fuori dalla comunità internazionale. Vuol dire crediti bloccati e boicottaggio internazionale dei nostri prodotti, a meno di non subire un processo che stabilisca il risarcimento allo Stato di Israele, un risarcimento di guerra. Nemmeno la Somalia e l’Iran riconoscono il loro sostegno al terrorismo ufficialmente.

Quindi il massimo che si è potuto  fare, il massimo, è stato far dire la verità a Cossiga, ufficiosamente, perché almeno la verità sia detta e ascoltata. Da chi è in grado di ascoltarla.

Se su Bologna c’è un silenzio imbarazzato, su altre stragi c’è una certezza assoluta: i due attentati di Fiumicino, l’Achille Lauro, la sparatoria davanti

alla Sinagoga di Roma, il fuoco aperto su una folla piena di bambini di cui uno

di due anni resta ucciso.

A Israele, oggi, debbo dell’ottimo vino, degli ottimi cosmetici, dei prodotti

agricoli straordinari, dei magnifici libri, aiuti concreti a ogni mia catastrofe, terremoto o inondazione,  e la speranza molto forte che tra pochissimo il diabete di tipo 2 sia debellato. Ai palestinesi che sono tanto infelici e la loro infelicità deve pagarla il mondo, devo parecchie stragi ufficiali (Fiumicino), qualche morto sfuso, ma tanto erano ebrei (Achille Lauro, Stefano Tachè di due anni ammazzato per divertimento davanti alla Sinagoga di Roma, con la santa benedizione di Berlinguer, Lama e Pertini) e qualche strage ufficiosa: quella alla stazione di Bologna, ringraziando i

palestinesi di Abbas e Carlos.

La mia domanda è estremamente banale. Perché questo Stato dove gli imprenditori si suicidano regala ogni anno 6 milioni di euro ai palestinesi?

Non voglio mantenere i palestinesi, perché è sbagliato finanziare questo popolo ufficialmente nazista, mentre ce ne infischiamo delle sofferenze di tibetani, sudanesi e somali. Stavo dimenticando i cristiani. I centomila cristiani uccisi ogni anno. Qualcuno anche nei territori palestinesi.

Non voglio finanziare i palestinesi perché  ho il diritto detestare un aspirante Stato che vieta l’ingresso agli ebrei. Perché gli arabi musulmani possono vivere a Haifa e gli ebrei non possono vivere a Betlemme? Perché un aspirante Stato razzista, nazista e terrorista è finanziato con il denaro italiano, quindi anche mio?

I vili che si sono tappati le orecchie resteranno nella menzogna.

Abbiamo pagato lacrime e sangue per la vigliaccheria verso il terrorismo.

Abbiamo pagato un tributo spaventoso.

Ora è il momento del coraggio.

Se dobbiamo attraversare lacrime e sangue, meritiamocelo, combattiamo il terrorismo, facciamolo a testa alta, per salvare la libertà nostra e dei nostri figli.

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