AFRICANO PUNTA UN CACCIAVITE ALLA GOLA DI UN 17ENNE: RAPINATO E VIOLENTATO IN MEZZO ALLA STRADA

Genova – Il campanello suona all’improvviso, la mamma corre ad aprire la porta. Sulla soglia c’è il figlio Marco – il nome è di fantasia per tutelare la privacy del minore – studente di 17 anni in un liceo cittadino.

È ferito, ha i jeans strappati e lo sguardo perso. Piange, è sotto choc per quello che ha appena subito.

Alture di Principe, ore 23 d’una decina di giorni fa. Il racconto che sconvolge la famiglia di Marco è sintetizzato in una sequenza difficile da dimenticare. «Sono stato aggredito da un uomo armato di cacciavite. Me lo ha puntato alla gola. Prima mi ha preso il telefono cellulare, poi mi ha strappato i pantaloni e ha tentato di violentarmi». Marco riesce a malapena ad aggiungere dov’è avvenuta l’aggressione: «Ero appena uscito da un locale di via Federico Alizeri, a San Teodoro. Stavo camminando attraverso la piazzetta, quando quell’uomo si è avvicinato e mi ha spinto contro il muro». Lo studente racconta di aver urlato e chiesto aiuto: «Ha smesso perché è arrivata una moto. A quel punto è fuggito». Spiega di essere tornato a casa e di essere rimasto sconvolto. Scatta l’allarme. È mezzanotte quando i carabinieri intervengono nell’abitazione di Principe, ed è dai genitori che vengono a sapere quant’è accaduto.

pegli_identikitMarco viene caricato sull’ambulanza e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena. È qui che i medici certificano l’avvenuto tentativo di violenza sessuale. Oltre ai pantaloni strappati ci sono anche graffi e tagli, a confermare la veridicità del racconto dello studente. Il giovane – con il sostegno di uno psicologo – viene a lungo ascoltato dai militari. Si cercano elementi per risalire all’aggressore, si prova a realizzare un identikit sommario del rapinatore. La descrizione di Marco è precisa, puntuale. «Aveva fra i trentacinque e i quarant’anni – racconta – corporatura robusta e capelli neri». Aggiunge che dalle fattezze sembrava «un nordafricano». E ancora sottolinea come indossasse «una maglietta arancione, un paio di jeans e scarpe da ginnastica tipo Nike». C’è poi un particolare che a fini investigativi potrebbe avere una certa rilevanza: «Al lobo sinistro – spiega lo studente – aveva un orecchino di colore nero». Partono le ricerche dello straniero. Vengono avvisate tutte le pattuglie in zona, tutte le volanti, ma non è semplice rintracciare il sospetto poiché ormai sono trascorse più di due ore dal fatto.

Vengono controllati il Terminal Traghetti e la zona di via Gramsci, ma del maghrebino con la maglietta arancione nessuna traccia. Vani risultano i tentativi di rintracciare l’iPhone 6rubato a Marco: risulta staccato.

Dell’accaduto viene informata anche la Procura della Repubblica e il caso è affidato al sostituto procuratore Giuseppe Longo, che apre un’inchiesta per rapina e violenza sessuale su minorenne. Il pm dispone una serie di accertamenti tra cui il sequestro delle telecamere di via Alizeri, che potrebbero aver ripreso il tentativo di violenza sessuale. L’indagine viene delegata ai carabinieri del nucleo investigativo, dove esiste una squadra di militari specializzata in questo genere di indagini.

Loading...